Le Aree del Museo Simon Benetton

Sale Espositive 3 e 4

Le macrosculture di Simon Benetton nascono dentro la natura in armonica fusione con lo spazio circostante.
Tra il 2000 e il 2007 sono sempre più frequenti i richiami al mondo naturale capaci di creare nuove relazioni tra le opere e l’ambiente. Di questi anni sono le famose Foglie o le Oasi, in cui le forme si sviluppano come morbidi steli vegetali appena incurvati dal vento. Simon Benetton pone le basi per una nuova visione della forma incentrata sulla dinamica curvilinea e pluridirezionale delle strutture di ferro.

Emerge la volontà di ricreare uno spazio non più governato da precise coordinate e direttrici, in cui la forma plastica è capace di “tramutare energia cosmica in sinuosità di ferro”.
Emblematica di questo momento è l’opera Spazio cosmico del 2012, in cui le forme fluttuanti e leggere sembrano sfidare la legge di gravità.

La ricerca di una nuova dinamica spaziale si sviluppa in relazione a un rinnovato concetto di luce grazie all’introduzione del cristallo e alla sua complessa combinazione con il ferro. Soprattutto a partire dal 2005, Benetton introduce nelle sue opere elementi di cristallo tagliati a scheggia.
Il cristallo rappresenta certamente il colore, la velatura e la trasparenza tanto cercate anche nelle contemporanee opere grafiche; tuttavia la consistenza materica e plastica del vetro consente di conferire una nuova visione ai valori intrinseci della scultura: materia, spazio, luce.

In tutto il suo percorso Simon Benetton ha dato una soluzione personale alla dialettica contrapposizione tra materia e spazio, tra pieno e vuoto, attraverso l’articolazione dei tagli e la smaterializzazione della lastra di ferro. In tale contesto l’introduzione del cristallo costituisce uno degli approdi più suggestivi per la sua valenza concettuale: il cristallo rappresenta la materializzazione della luce.

In questo senso Benetton risolve il problema della relatività e della contingenza della luce nella scultura, riconducendola a valore assoluto e strutturale dell’opera stessa.

La ricerca grafica dell’ultimo quindicennio si distingue per la ricca produzione di opere su carta, tela, tavola con l’impiego di diversi materiali e tecniche. Sembra quasi concretizzarsi la naturale evoluzione delle soluzioni grafico-pittoriche elaborate negli anni precedenti.
La stretta relazione tra le strutture formali e soprattutto la particolare attenzione rivolta al colore e alle trasparenze cromatiche permettono di individuare in queste opere il corpus unitario di una produzione completamente autonoma e parallela a quella scultorea.

Tale evoluzione passa attraverso la scoperta o meglio la riscoperta di alcuni materiali. Sono lavori di grandi dimensioni realizzati con tecniche miste capaci di creare suggestivi effetti pittorici.
Sempre più spesso nelle opere grafiche la forma si articola in una pluralità di spinte direzionali e le strutture curvilinee tendono a ripiegarsi e a incrociarsi generate da una gestualità immediata quasi istintiva. Gli esiti più significativi sono raggiunti in una serie di grandi pannelli definiti “segni di fuoco” e realizzati direttamente con la fiamma ossidrica tra il 2011 e il 2012.
Questi lavori rappresentano un altro momento di stretto contatto tra l’opera grafica e quella scultorea, a cominciare dallo strumento utilizzato: il cannello.
Posta a distanza dalla tavola di legno, la fiamma ossidrica traccia una serie di segni continui e fluidi come un pennello sulla tela.

In questo modo Simon Benetton decide di estendere l’azione del fuoco per segnare una superficie come diretta e immediata proiezione del suo gesto esistenziale.
Tra il 2014 ed il 2016, Il Maestro realizza “l’Icona di luce” e la “Scultura Eterea”, l’icona di luce” rappresenta un fatto slegato dal passato iconico attraverso un messaggio umano planetario di speranza per il futuro, i materiali impiegati sono l’acciaio inossidabile ed ancora il cristallo lavorato a scheggia, il cristallo viene lavorato attraverso una ricercata tecnica personale dal Maestro, utilizzando a mano libera un piccolo martello modella e sagoma il cristallo in perfetta armonia con la parte scultorea in acciaio, questo dialogo vuole essere spirituale e trova il suo culmine nel periodo della “Scultura Eterea”.

Si distinguono le opere Parabola Eterea e Nuovo Capitolo del 2016, il Maestro Simon Benetton attraverso la fiamma ossidrica porta la lastra di acciaio inossidabile ad altissime temperature conferendo alle opere un’impalpabile colore aureo, la scultura diventa sottilissima con la metaforica intenzione di dissolversi nello spazio, il ferro in natura considerato come il materiale più’ pesante e severo viene ancora una volta paragonato alla struttura umana e sociale attivando la sfida con la gravità terrestre, una sfida che viene sapientemente portata avanti in tutta la carriera artistica.

“Scultura Eterea” rivela il messaggio intellettuale al suo vertice, la materia è portata a dissolversi nello spazio infinito, ha cosi’ inizio il viaggio per l’eternità.

Periodo 2002 - 2005
Purezza Incisiva - Fonte di Luce

Periodo 2005 - 2006
Fonte di Luce: dall'origine all'evoluzione

Periodo 2007 - 2009
Evoluzione della Scultura di Luce

Periodo 2010 - 2011
La Scultura di Luce e la sua energia nello spazio cosmico

Periodo 2012 - 2014 
Icone di Luce

Periodo 2015 - 2016
Scultura Eterea

Il Maestro e La Luce

Il Maestro e La Luce

Simon Benetton

Simon Benetton