LA GENESI POETICA DELLE OPERE DI SIMON

La parola di un artista, come lo è stato Simon, vive dentro le sue sculture perché nascono da una spontanea vibrazione poetica, da uno slancio aurorale che l’artista ha sentito fin da bambino, quando assieme al nonno botanico, osservava estasiato tra l’erba e i fiori le prime pianticelle che tentavano di aprirsi, con poche foglioline, un varco verso la luce: spinte da quell’impulso originario che la natura possiede e che Simon sprigiona attraverso le sue sculture in ferro.

Quando Simon Benetton adopera la fiamma ossidrica per dar vita esaltante alla grigia materia del ferro, la sua ansia creativa è fatta di parole che vibrano in sintonia con la rosa di fuoco del mezzo espressivo.
Tanto è vero che le sue sculture sono identificate da versi che sono metafore poetiche, in quanto riassumono le aspirazioni ideali del segreto pulsare delle linee e delle forme che si espandono nello spazio.

Versi composti come trame visive di un percorso lineare che richiama sovente la forma aperta o chiusa delle sculture: segni visibili dello spirito invisibile che tratta la materia come fosse il diaframma poetico del flusso inesauribile della coscienza inventiva.

La parola, come rosea fiamma nella poesia di Simon, è la stessa mano che si muove nello spazio per rivelare, attraverso l’aiuto della fiamma ossidrica, gli anfiteatri misteriosi del tempo e dello spazio, le armonie segrete di un antico vivere tra i boschi e piante inverdite di luci dorate e sfiorate dalla musica del vento di tramontana.

Il pensiero di Simon ricerca la metaforica diversione dello spirito divino e innalza cattedrali di ferro come essenze strutturali e lineari che conquistano lo spazio in ogni direzione.

Uno dopo l’altro

Uno dopo l'altro
e dopo ancora un altro.

Anche loro ci sono
tutti
anche noi giochiamo
nello spazio
della storia.

Gioca la luce

Gioca la luce
creando un nero esercito.

Tu scherzi con la vita
ignorando il pianto
dell'aria umida e stanca
della solitudine.

Strato

Strato
dopo strato
spessore
dopo spessore
riappare l'orizzonte
del tempo remoto.

Là, sotto,

Là, sotto,
in fondo,
sotto di tutto,
la memoria
lentamente
si gela.

Un segno

TRACCE DEL PENSIERO ANNO 1999 GRAFFITO SU CARTA LIQUIDA CM 190X95_cr

Un segno
dopo l'altro
trafora
l'infinito spessore
della libertà.

L’orizzonte bagnato

L'orizzonte bagnato
dalla luce del tramonto
svela il rimpianto
del passato.

DISEGNO 6 ANNO 1972 TECNICA MISTA CM 70X90

Coraggio di vivere

AL MARE ANNO 1960 OLIO SU TELA CM 40X30_cr

Coraggio di vivere,
fermo, immobile
nel tuo buio
inerte vegeti
nel sogno.

Cruda metamorfosi
spingi, allontana
l'infinita oscurità.

Custode geloso

Custode geloso,
chiuso
compatto
impenetrabile,
parli, canti, suoni, sudi,
ora respiri la tua Libertà.
Ma
io
ho liberato
il bisso
dal ferro.

SPIRALE ANNO 1997 TECNICA MISTA SU CARTONE CM 100X80

Nell’oscurità

SVILUPPO ANNO 1987 CHINA CM 70X100

Nell'oscurità
del tempo
gioca l'ombra
delle immagini
l'aria ormai densa
avvolge
i ricordi
in un'armonia
quietata.

Non sei solo

Non sei solo,
ascolta
il
leggero passo,
nell'aria sottile
si fonde
il profumo
del respiro
segreto
della vita,
non sei più
solo.

CONTINUITA' DI UN'IDEA ANNO 1995 CHINA ACRILICO CM 100X70

Orme del tempo vissuto

SOCCORSO ANNO 1971 CARBONCINO SU CARTA CM 75X100

Orme del tempo vissuto
levigate
dall'acqua
dal vento
dal sole
le antiche pietre
confidano
i loro segreti
alla luna.

Corre

Corre
nello spazio
il filo
del pensiero.
Corre
come segno
preciso
della vitalità
dell'idea.
L'idea
diventa
segno.

SPAZIO TEMPO ANNO 1981 CHINA CM 50X70

Nel rigido silenzio

DISEGNO II ANNO 1972 TECNICA MISTA CM 25X35

Nel rigido silenzio
il sudore
lucida
il viso smarrito
le tracce
dei ricordi
sfiorate
dal leggero raggio
di sole
si perdono
nella pesante coltre
del tempo
l'ultimo filo
di luce
gioca
con il fiore
dell'ironia della morte.

Si estende l’orizzonte

Si estende l'orizzonte
nel confuso raccordo
tra cielo e terra
il manto bianco
della neve
amalgama
l'ispida terra
la gioia vive
negli occhi
dei bambini
per un istante
anche i grandi
rivivono l'infanzia.

IDIOMA ANNO 2000 TECNICA MISTA SU CARTONE CM 50X70

Quando ritorno

VIGOROSITA' CHINA SU CARTA ANNO 1985 CM 40X40_cr

Quando ritorno
gioco sempre
con loro
nella cornice
dei ricordi
ritrovo
il sapore
delle pagine
autentiche
con il fiato
carico
di gioia
riscopro sempre
il nascondiglio
dei segreti
angoli della
vita.

Orme del tempo

Orme del tempo
vissuto
giocarono
con la luce
del sole
ora
i frammenti
di civiltà antica
levigati
dall'acqua
dal vento
dal sole
confidano
alla luna
i loro segreti.

EVOLUZIONE ANNO 1993 CHINA CM 70X100

Le poesie di Simon non sono un commento alle sue sculture ma, sovente, precedono la sua operazione scultorea.
Perciò possiamo senz’altro affermare che l’operazione poetica costituisce un dato di straordinaria intensità emotiva che ci aiuta a capire in profondità, la sua fondamentale e prestigiosa attività nel campo della scultura veneta e internazionale.

Vogliamo dire che le sculture di Benetton sono il frutto di una appassionante ricerca di andare oltre l’impeccabile operazione artigianale per creare un linguaggio figurativo come Dimora dell’Essere del mondo.

Nel 1967 Simon Benetton ha realizzato un’opera in ferro intitolata Genesi. Un titolo significativo che rimanda, naturalmente, all’Origine del Creato o, se vogliamo, parafrasando Heidegger, al Dire Originario, al Verbo che si fa carne, luce, tenebre.

In fondo ad ogni cristiano c’è il dubbio, che tutto, alla fine finisca nel Nulla Eterno, l’angoscia di aver creduto nella dimensione infinita dell’Assoluto, del Dio della pace e del perdono.
Ecco che allora la scultura diventa Volontà di credere, Evento Natività dorata e circondata dal mandala di un cerchio perfetto, oppure allude, con forme massicce e slabbrate, all’Inferno di Dante e dell’uomo del nostro tempo.